| Comunicati Riorganizzazione 118, Mugnai (Pdl) replica alla Asl 8 di Arezzo11 |
«Dalla direzione generale affermazioni inammissibili. Serve l’automedica con team medico-infermiere» |
«Prima di riorganizzare alcunché, per garantire il servizio di emergenza-urgenza su un territorio così articolato come quello che comprende Monte San Savino, Subbiano, Civitella in Val di Chiana e tutto il comune di Arezzo serve l’automedica che era stata promessa con a bordo un team completo di medico e infermiere»: lo afferma il Vicepresidente della Commissione sanità Stefano Mugnai (Pdl), che così ribatte alle dichiarazioni con cui la Asl 8 ha tentato di smorzare l’allarme per l’ipotesi di riorganizzazione del 118 che prevedrebbe, per il servizio notturno, una sola ambulanza con medico a bordo di presidio in Arezzo per coprire quattro comuni che, messi insieme, fanno quasi il 50% del territorio provinciale. «Dinanzi ad affermazioni e a toni, francamente un po’ sopra le righe, come quelli usati dalla Asl 8 – premette Mugnai – verrebbe da rispondere pan per focaccia. Siccome però siamo a discutere per il bene della gente, per parte nostra preferiamo mantenere la buona creanza e rimanere nel merito della questione». C’è un punto che, secondo Mugnai, non sta in piedi in nessuna maniera: «La Asl, con giri di parole da arrampicamento sugli specchi, di fatto riconosce di avere le nostre stesse perplessità, cercando di scaricare sull’Estav il ritardo dell’attivazione dell’automedica e tanto da annunciare l’attivazione di una seconda ambulanza per coprire l’emergenza nelle ore notturne. E’ tuttavia inaccettabile che si tenti di far passare come sovrapponibili e intercambiabili i ruoli di medici e infermieri: si tratta infatti di due professionalità che, proprio per la loro alta specializzazione e qualificazione, hanno competenze, saperi e operatività differenti». «Per questo – prosegue il Vicepresidente della Commissione sanità del Consiglio regionale – non possiamo lasciar passare un modello di riforma che non riconosca come fondamentale la presenza di un team completo di medico e infermiere, a bordo di un mezzo sufficientemente flessibile da potersi spostare in agilità entro un territorio tanto vasto per dimensioni. Solo l’automedica, oggi, può rispondere a questa esigenza, garantendo tempi di soccorso adeguati e appropriatezza di risposte al bisogno reale del cittadino che si trova nell’emergenza, soprattutto quando si tratti di codici rossi. Ogni riorganizzazione che prescinda da questo, mette di fatto a rischio i cittadini. Contro una simile ipotesi continueremo a levare la voce». Commenti (0) Inserita il : 18-01-2012 12:25 da Redazione
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